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Comune di
Villafrati
Città Metropolitana di Palermo

Arte, Storia e Cultura

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VILLAFRATI
Popolazione residente: 3519
Altitudine: 475 m. s.l.m.
Territorio: Kmq 25
Distanza da Palermo: Km. 36
C. A. P. 90030
Prefisso Tel: 091

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L’attuale centro abitato ebbe origine verso la metà del 1700 e prese la sua denominazione probabilmente dalla omonima “Masseria” preesistente nel luogo. La frequentazione umana del territorio comunale è documentata sin dalla preistoria, in particolare sul Monte Chiarastella, che fu anche la sede di un antico insediamento esistente fino al periodo normanno e denominato “Chifala”.
Il barone Don Vincenzo Spuches, acquistò il territorio corrispondente a quello attuale del Comune alla fine del 1500 ed ottenne nel 1602 la licenza di fondazione di un centro abitato da denominare “Clarastella”, che avrebbe dovuto presumibilmente sorgere nei pressi del monte prima denominato “Chifala”; tuttavia i successori dello Spuches, cioè la famiglia aristocratica Filangeri, preferirono fondare il paese nel sito attuale, nei pressi della “Masseria di Villafrati” posta sulla antica trazzera regia che conduceva da Palermo ad Agrigento e dove già esistevano probabilmente i resti di un piccolo insediamento (Casale) di età arabo – normanna.
L’insediamento abitativo iniziale avvenne nei pressi di tale casale, che fu ampliato con la costruzione del quartiere “Castello”, che prende la sua denominazione da un complesso edilizio, denominato “Baglio”, già utilizzato come residenza baronale, posto in posizione altimetricamente privilegiata.
L’impianto urbanistico del paese è costruito a maglia geometrica regolare, con abitazioni raggruppate in stecche a schiera. Lo sviluppo del centro abitato diede origine a varie attività artigianali, tra le quali quella caratteristica del luogo che consisteva nella preoduzione del gesso per costruzione, destinato sia per il mercato locale che per quello dei paesi del circondario.
La produzione del gesso avveniva fino all’ultimo dopoguerra in numerose caratteristiche piccole costruzioni a gestione familiare denominate “Carcare”, nelle quali si procedeva alla cottura della pietra viva gessosa sistemata in apposita fornace costruita a forma di tronco di cono; successivamente la pietra cotta veniva ridotta in piccoli frammenti con appositi attrezzi a mano, raffinata con i vagli e insaccata per il successivo trasporto tramite asini.
La popolazione del centro abitato subì una sensibile riduzione in occasione dei due principali cicli migratori verificatisi all’inizio del ‘900 verso l’America e negli anni ‘60 verso la Svizzera e il nord Italia, dovuti alla insufficienza e alla cattiva distribuzione delle risorse provenienti dall’economia prevalentemente agricola, nonchè al notevole sviluppo demografico.
L’attuale economia del paese si fonda su attività agricole e del terziario; le colture agricole prevalenti sono quelle del grano e dell’ulivo. Il centro urbano ha conosciuto una notevole espansione edilizia negli anni ‘70, favorito dalle rimesse degli emigranti e dai redditi provenienti da lavoro dipendente di numerosi operai occupati presso imprese di installazione di impianti di telecomunicazioni.

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